Il mio legame con Sant’Antonio di Padova

Circa un anno fa, io e Dino abbiamo creato con alcuni amici Radio Vibe, una web radio che trasmette musica prevalentemente elettronica. Ora Radio Vibe non ha entrate, al contrario dobbiamo sostenere dei costi per portarla avanti, fiduciosi del fatto che presto il nostro impegno sarà ricompensato.

Il nostro scopo è di utilizzare parte dei guadagni (quando arriverranno) per gli animali.. per chi li aiuta.

Presto incontrai nel web un uomo di nome Fernando, con il quale nacque una collaborazione. Pochi giorni dopo, durante la mia pausa pranzo, ricevetti una telefonata dall’ufficio postale.. un uomo molto gentile mi diede delle informazioni su un nuovo prodotto postale.

Il suo modo di parlare era insolito, era molto disponibile e soprattutto genuino. Per questo, al termine della conversazione  gli chiesi quale fosse il suo nome. Lui rispose “mi chamo Fernando“. Rimasi molto colpita, infatti l’uomo conosciuto poco tempo prima, suo omonimo, non aveva ancora il mio numero di cellulare (che tra l’altro non è intestato a me) e quindi non avrebbe potuto risalire ad esso tramite i miei dati.

Fernando è un nome che non avevo mai incontrato prima di incontrare questo nuovo collaboratore, invece da allora mi è capitato di sentirlo più volte. Una sera ero sotto casa davanti all’ufficio dell’aministratore, un uomo gentile, amante della natura e molto attento alla cura dell’ambiente.

Decisi di leggere il nome sul suo campanello e rimasi stupita nel leggere che anche lui si chiama Fernando. Mi chiesi per quale motivo in quel periodo incontravo molte persone di nome Fernando e poi dissi a me stessa “probabilmente è un messaggio di approvazione da parte dell’Universo, forse è un nome con cui ho una certa affinità, o forse era un invito ad avere fiducia nelle cose che stavo portando avanti per la radio.

Oggi, che sto facendo delle ricerche su S. Antonio di Padova, mi accorgo che quello non era l’unico messaggio per me, infatti ora leggo che il vero nome di S. Antonio di Padova era Fernando ed io avevo scordato questo dettaglio. :)

Nel corso della mia vita, sono stati molti i segni che S.Antonio mi ha dato della sua vicinanza e della sua protezione, anche se la maggior parte delle volte passa un po’ di tempo prima che io riesca a percepirli. Grazie Antonio.

Ho iniziato a voler bene a S. Antonio quanto vivevo con i miei genitori a Montalto Dora, in provincia di Torino. Mia madre, nonostante la mia giovane età ed i miei interessi per cose frivole, riuscì a creare un collegamento emozionale fra me ed Antonio e da allora lui fu sempre con me.. anche quando non me ne rendevo conto.

Un giorno decisi di fare una colletta nell’azienda in cui lavoravo. Chiesi ai colleghi di fare un’offerta per i bambini poveri, dicendo che avrei portato il denaro di persona alla Basilica del Santo, a Padova. Nessuno aderì.

Io in quel periodo ero cambiata, non mi interessavo più alle cose materiali, e questo mio cambiamento spaventava un po’ tutti. Andai comunque alla Basilica di S. Antonio con i miei genitori e con quasi 200.000 lire (non c’era ancora l’euro) versate da me, la mia famiglia e da Miranda, una signora anziana che viveva in una casa di cura e alla quale facevo compagnia nel mio tempo libero. 

Miranda forse era l’unica a credere davvero nel mio sogno, che era quello di andare ad aiutare i bambini in Africa, anche se in realtà quello non era il mio destino, infatti presto mi ammalai e dovetti stare a letto per sei lunghi mesi.

Quando mi sono documentata su S. Antonio ho scoperto che anche lui, nel suo intento di andare in Marocco a testimoniare il vangelo fu ostacolato da una serie di eventi e da una malattia, e apprese che il suo progetto non era ciò che l’Universo (Dio) voleva per lui. Quando si prova stima per qualcuno è bello scoprire di avere delle cose in comune, è un po’ come una riconferma della forza di questo legame. ;)

Dopo quel viaggio per portare le offerte ai poveri, tornai a Padova poche volte, forse una volta sola. Per andare a Padova da Montalto Dora ci vogliono cinque ore di viaggio in auto (se non c’è traffico), per questo non ci si poteva andare spesso. Inoltre cominciavo a sentirlo sempre più vicino a me e dentro di me.. e quindi era inferiore il bisogno di andare tanto lontano per sentirlo.

Lo sentivo vicino anche quando passeggiavo nei boschi e nelle campagne, anzi in quei luoghi lo sentivo ancora più vicino.. essendo lontana dal caos le mie percezioni erano più forti.

Passarono gli anni ed io, con grande insoddisfazione, passai da un lavoro all’altro, sempre alla ricerca di qualcosa di più appagante per l’anima e che non riuscivo a trovare da nessuna parte.

Dopo qualche anno iniziarono a capitarmi degli eventi stranissimi, sia sul posto di lavoro che nella vita privata, fatti che mi facevano sentire nel luogo sbagliato e nel momento sbagliato. Decisi così di accettare la proposta di Nello, un operatore olistico con vent’anni di esperienza nella comunicazione energetica. Nello mi ha portato a conoscenza di un mondo nuovo, “magico”, dandomi finalmente la conferma dell’esistenza di una realtà parallela alla vita di tutti i giorni.. proprio quello che stavo cercando. Grazie Nello!

Nello diceva di essere molto attratto dalla mia sensibilità e sapeva che avevo partecipato a diversi corsi di crescita personale, come dinamica mentale e radionica. Lui faceva parte di un’associazione che organizzava corsi di crescita personale che terminavano con la camminata sui carboni ardenti ed ebbe modo di osservarmi anche durante quella meravigliosa ed indimenticabile prestazione. :)

Avevo anche frequentato dei corsi di autoguarigione, nei quali si impara a trattare ed autotrattarsi con le mani, incanalando l’energia universale attraverso l’apertura di alcuni centri energetici (Chakra) e utilizzando una serie di simboli. Ora ho il 2° livello P.e.m. (Paris Energy Method)

Nello un giorno mi propose di andare a Bassano del Grappa, nel Veneto, per aprire con lui un centro olistico. Il centro purtroppo non fu mai aperto, infatti Nello ed io ci siamo presto accorti che c’erano dei problemi di comunicazione fra noi. Lui mi aveva sopravvalutata, anche se al telefono diceva di conoscermi bene nonostante la distanza.

In realtà mi conosceva poco, infatti presto mi disse che credeva io fossi più intraprendente. La cosa mi ferì molto, anche perché i miei lavori precedenti non avavano niente a che fare con un centro olistico. Facevo trattamenti Pem solo ai miei familiari e agli amici nel caso di malessere improvviso.. e non avevo mai pensato di farlo chiedendo denaro.

Per questo mi aspettavo che lui mi prendesse per mano e mi accompagnasse, almeno all’inizio, in questo viaggio. Così non fu. E’ stata comunque una bellissima esperienza vivere a Bassano. Trovai altri lavori e dopo un anno mi trasferii a Dolo, in provincia di Venezia.

Durante un lavoro stagionale incontrai Dino. Andammo a vivere insieme a Busa di Vigonza, in provincia di Padova. Era un mini appartamento.. incredibilmente mini.. bisognava spostarsi con molta attenzione per non sbattere da qualche parte. :)

Appena possibile ci spostammo in una casa più grande, a pochi chilometri da Padova.

Un giorno mi resi finalmente conto che, senza una mia razionale intenzione, i vari episodi della vita mi avevano portata a Padova, vicino a lui, S. Antonio, il mio migliore amico.


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