Un regalo inatteso

Scala magicaQuando ho partecipato al corso che comprendeva anche la camminata sui carboni ardenti, come  saluto finale ci è stata fatta fare una meditazione molto carina, sono passati un pò di anni ma ricordo che si trattava di visualizzare un corridoio.. sulle pareti c’erano tanti quadri ed ogni quadro rappresentava un pezzo della nostra vita. Alla fine del corridoio c’era una scala che scendeva ed una che saliva, noi potevamo scegliere quale prendere e ad un certo punto ci siamo trovati davanti ad una porta. Aprendola avremmo incontrato il nostro archetipo e ci è stato detto di chiedere il nostro regalo.. Non sapevo nemmeno cosa significase la parola archetipo ma in quel momento mi è venuto in mente mio padre che era mancato da diversi anni. Non avevo idea di quale regalo chiedere, poi mi è venuta l’intuizione di chiedere una pianta, cosa strana visto che all’epoca non provavo ancora attrazione per le piante.

Dopo qualche settimana frequentai un altro corso, anche questo di 3 giorni, dove ci presentarono una serie di argomenti: tecniche di respirazione, trattamenti energetici, radiestesia, radionica, pulizia energetica degli ambienti, Tai Chi, cristalloterapia, meditazione, training autogeno ed altri argomenti. Lo scopo del corso era darci la possibilità di comprendere quale fosse la disciplina più adatta a noi e che avremmo potuto in seguito apprendere. Un giorno il maestro ha chiamato un volontario per fare delle dimostrazioni e si è offerta una ragazza molto carina e molto sensibile. Era una grande fan del maestro, lo seguiva ad ogni seminario. Aveva un blocco dovuto ad un dolore affettivo legato ad una relazione, forse per un amore finito, oppure mai vissuto. Il maestro le ha fatto una serie di domande e poi all’improvviso le ha dato tre schiaffi sul viso, toccandole 3 specifici punti energetici dove esisteva il blocco energetico. Il terzo schiaffo fu davvero molto forte, infatti siamo rimasti tutti un pò perplessi, e dopo averla schiaffeggiata le ha detto “Ora vai a correre nel parco!”. Lei si è alzata dal lettino ed è corsa fuori.. e quando è rientrata in aula era raggiante e gioiosa, sembrava un’altra persona.

Poco dopo mi è successa una cosa particolare, ho sentito un richiamo, sia fisico che mentale, come una voce che mi diceva “Vai nella tua stanza”. Dovetti interrompere la lezione per scusarmi, ma dovevo andare.. Ho percorso diversi corridoi silenziosi e pieni di statue che pareva mi guardassero, c’erano molte porte e mi sembrava di mettere in pratica la visualizzazione del corridoio fatta nel corso di qualche settimana prima, quello della camminata sui carboni ardenti. Ma il bello deve ancora arrivare… ad un certo punto sono salita per le scale che portavano alle camere da letto e……. sul pianerottolo, appena dopo l’ultimo gradino, c’era una pianta particolare appoggiata sul pavimento.. ho “sentito” subito che quella pianta era per me. Poco dopo purtroppo la mia parte mentale è subentrata e ho iniziato a farmi delle domande, era davvero lì per me? Non era posata davanti alla porta di una specifica camera da letto, ma sull’ultimo gradino. Pensai a poco prima quando mi sono sentita chiamare.. si, si, era per me.. Aveva una luce particolare intorno, l’ho presa con tutta la delicatezza possibile, come se avessi paura di farle male, e l’ho portata in camera e, siccome dividevo la stanza con un’altra persona, l’ho nascosta, mi sentivo come una bambina che ha paura che le portino via il giocattolo.

Dopo aver partecipato al corso di qualche giorno prima, tornavo a casa con una freccia di legno ed una vescica sotto il piede.. questa volta invece tornavo a casa con una pianta, che era il regalo che avevo chiesto durante la meditazione finale in un altro corso. Non sono quindi solo i libri a venire da noi, ma anche i corsi! Un altro insegnamento che ho tratto da tutto questo è che non dobbiamo rinunciare alle cose solo perché ci sembrano difficili, in quel periodo non avevo grandi disponibilità economiche, mi ero indebitata per fare quel corso e sono felicissima di averlo fatto. Anche se abbiamo degli impedimenti mentali o economici, se “sentiamo” che quella cosa fa per noi, cerchiamo il modo di realizzarla.



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