Carne e salumi causa principale di morte prematura

carne_salumi_cancro_malattieUn recente studio svolto in dieci paesi, Italia compresa, ci conferma che carni, salami e prosciutti aumentano moltissimo il rischio di morte prematura a causa di cancro e malattie cardiovascolari. Ormai infatti è risaputo che la carne concorre ad aumentare le malattie cardiache e tumorali e, se cucinata alla griglia, favorisce in particolar modo i tumori della vescica.

Dall’indagine è emerso che la carne può essere un vero killer spietato specialmente con chi abbonda nel mangiarne, infatti a consumi elevati aumenta il rischio di morte prematura del 72%, che mi pare sia tutt’altro che poco. La carne peggiore risulta quella lavorata, e tenuto conto degli scandali recenti, non è sbagliato dubitare di ciò che si sta introducendo nel corpo a nostra insaputa.

La carne, già di per sé impregnata di dolore e paura, ci trasmette aggressività e tossine generate dalla putrefazione, se poi aggiungiamo qualche magico intruglio ideato dall’uomo per incrementare il guadagno… lascio a voi la conclusione, per me totalmente negativa!

Fonte: scienza.panorama.it



2 pensieri su “Carne e salumi causa principale di morte prematura

  1. Tarcy

    … … in fondo se siamo quello che mangiamo … non dovremmo aspettarci qualcosa di diverso dalla morte mangiando morte e sofferenza creando sofferenza è duro a dirsi anche se è molto più duro da subirsi da parte di un popolo di diversamente umani che subuscono quotidianatamente un vero “OLOCAUSTO” senza fine

    se non fosse per i pensieri e le azioni di taluni il mondo sarebbe già senza fine sin dall’inizio

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    1. LauraLaura Autore articolo

      .. qualche minuto fa stavo parlando con Dino sul fatto che troppe volte non associamo le parole che usiamo al loro reale significato, ad esempio quanti pronunciano la parola “pollo” senza rendersi conto che è un animale con gli occhi come noi?
      Per troppi anni siamo rimasti ciechi, schiavi delle abitudini. E la religione ha dato una buona fetta di contributo, attraverso il silenzio, che continua tuttora. Vedremo se Papa Francesco è davvero degno del nome che ha scelto.

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