Il Piccolo Principe

il_piccolo_principeIl Piccolo Principe, nonostante il nome, non è solo un libro per bambini e ragazzi ma anche per i più grandi che si sono dimenticati di quando erano piccoli. E’ un racconto di Antoine de Saint-Exupéry il quale narra di un atterraggio di fortuna compiuto da un aviatore nel deserto del Sahara. La mattina successiva, al suo risveglio, il pilota incontra il piccolo principe, un bambino, il principe di un altro pianeta alla ricerca di nuovi mondi. Egli incontra diverse persone e scopre realtà differenti, senza mai giudicare anzi piuttosto provando spesso compassione per la sofferenza e per l’enorme vuoto che sente nella maggior parte degli uomini che incontra. Da bravo principe, fa sempre prezioso tesoro dei consigli ricevuti malgrado si renda conto dell’enorme assenza di valori. Dopo tanti viaggi da un mondo all’altro, il piccolo principe atterra in un mondo dove c’è un giardino pieno di rose, tutte uguali all’unica rosa lasciata sul suo pianeta e della quale è molto orgoglioso. Scoprendo il giardino, scoprendo l’esistenza di tante altre rose, il piccolo principe ci rimane molto male.

Ho trovato molto interessante il punto di vista sull’addomesticamento, quando la volpe gli dice che non può giocare con lui, se lui non la addomestica. Gli spiega che gli uomini cacciano, allevano anche le galline per interesse e vogliono creare dei legami. Gli dice inoltre che lei è uguale a tutte le altre volpi ma diventerà unica per lui se lui la addomesticherà. La volpe insiste affinché lui la addomestichi ma lui dice che non ha tempo perché deve andare in giro a sperimentare e conoscere altre realtà. A quel punto la volpe gli dice che gli uomini non hanno più tempo per niente e conoscono solo ciò che addomesticano, per questo non hanno più amici.

La volpe gli suggerisce: “Vai a vedere la rosa e comprenderai che la tua è unica!” E’ unica perché lui l’ha addomesticata, si è preso cura di lei, l’ha annaffiata… Infine gli svela un segreto, gli dice che il tempo che lui ha speso per la sua rosa è quello che conta, e avendola addomesticata ora lui ne è responsabile.

Il libro fa comprendere che le cose importanti sono quelle che non si vedono e attraverso i suoi incontri, il piccolo principe parla dell’umanità in modo poco confortante. Ci sono uomini che coltivano tantissime rose senza mai trovare ciò che cercano, quando bastava curarsi di una sola di esse. Simpatico anche l’incontro con l’ubriaco il quale, siccome si vergogna di bere, beve per dimenticare che sta bevendo, trovo sia un atteggiamento emblematico quanto paradossale.

L’aviatore infine, riesce a riparare il guasto e a ripartire con il suo aereo, così come il piccolo principe che, finiti i suoi viaggi, deve tornare a casa sua, nel suo pianeta, dalla sua rosa. Da allora, ogni volta che l’uomo vede una stella sorride, pensando a quel prezioso incontro con il piccolo principe.

Pochi mesi dopo la pubblicazione del libro, Antoine de Saint-Exupéry partì con il suo aereo e non fece più ritorno. La sua morte restò per molti anni misteriosa, fino a quando nel 2008 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo.



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