Lo svezzamento vegano

svezzamento_veganoLe persone che hanno scelto un’alimentazione vegetariana o vegana, fanno fatica ad alimentare i propri figli in modo convenzionale, non solo per motivi di etica, ma anche perché sanno quanto faccia male alla salute quel tipo di alimentazione. Volendo bene ai propri figli, è naturale che vogliano tutelarli da eventuali disturbi o malattie. Ho trovato molto interessante l’intervento di Paolo in un video che avevo pubblicato in questo post e che purtroppo è stato rimosso. Secondo lui, è una giustificazione quella di quei genitori che dicono che non se la sentono di adottare per i loro figli un’alimentazione vegana, perché la considerano una imposizione. Paolo ci fa riflettere sul fatto che anche decidere di fargli mangiare prodotti animali è un’imposizione.

I genitori hanno la responsabilità verso i propri figli quando sono piccoli, quindi devono fare una scelta per loro, visto che i piccoli ancora non possono decidere. Paolo aggiunge che si tratta di una giustificazione anche quando qualcuno dice che il veganismo è un percorso, in realtà è una scelta che non necessita di alcun percorso. Se davvero siamo convinti che una cosa sia sbagliata, si smette di farla, è una sensazione interiore, o ci va bene oppure no, non c’è bisogno di macchinarla troppo. Il discorso vale per qualsiasi argomento, non solo quello alimentare.

Non sono ancora molti i pediatri che consigliano di alimentare i bambini in modo vegano dopo lo svezzamento, purtroppo i medici esperti sono pochi, la maggior parte di loro infatti è contraria allo svezzamento vegano e alcuni non accettano nemmeno un confronto, il che significa non volersi migliorare, mentre dovrebbe essere un obbligo da parte di un medico tenersi aggiornato.

La dottoressa Denise Filippin di Genova, biologa e nutrizionista, ci parla delle sue due figlie, una svezzata in modo vegano e l’altra vegetariano, in quanto lei stessa non era ancora vegana. Una ha quasi 8 anni e l’altra quasi 5. La differenza tra la figlia svezzata in modo vegano e quella svezzata in modo vegetariano è che quella svezzata in modo vegan ha molti meno problemi di catarro e disturbi da raffreddamento che sono tipici dei bambini, con molte meno assenze rispetto ai compagni di scuola. Questo per quanto riguarda la salute, mentre per quanto riguarda l’accrescimento, la piccola è addirittura più grande della sorella. Aggiunge inoltre che è molto più facile svezzare un bambino in modo vegano piuttosto che cambiare alimentazione in età adulta, in quanto i gusti si formano nei primi tre anni.

svezzamento_veganRiflettiamo sul fatto che il latte di mucca non è un latte per noi, ogni mammifero fa il latte per i propri piccoli, quello quindi è il latte per i suoi vitellini. Noi siamo gli unici mammiferi che bevono il latte di un’altra specie, questo non è naturale ed è ovvio che porta dei disturbi e delle malattie, basta pensare alle allergie dei bambini e all’intolleranza al latte di quasi tutti gli adulti. Gli animali negli allevamenti industriali vengono riempiti di ormoni per aumentare la produzione e di antibiotici affinché non si ammalino, essendo tenuti in pessime condizioni igieniche. Il latte è una secrezione che esce dal corpo di una mucca, non berrei nemmeno la secrezione che esce dal corpo di mia madre, non vedo perché dovrei bere quella di un animale che nemmeno conosco.

Se la nostra mamma ha smesso di produrre il latte per noi, significa che il periodo del latte è finito e non ne abbiamo più bisogno, bere il latte in età adulta è come continuare a mettere ogni giorno del Betadine su una ferita che ci siamo fatti da piccoli, anche se è guarita da molto tempo.

Alla conferenza ha partecipato anche un neo papà che ha detto di voler far decidere alla propria figlia l’alimentazione da seguire quando sarà più grande, aggiungendo che lo stesso vale per la religione: sarà lei a decidere più avanti se vorrà battezzarsi oppure no. A quel punto è intervenuto il mitico Giuseppe (per me è una persona straordinaria!) dicendo che c’è differenza tra religione e alimentazione: in campo religioso è possibile decidere di non decidere, in campo alimentare no, bisogna fare una scelta! La penso esattamente come Giuseppe.

Sento di dover aggiungere che la religione “dovrebbe” promuovere la compassione e quindi la non-violenza verso gli animali (verso il prossimo) ma, a parte una piccola minoranza, tutte le persone che conosco che frequentano le chiese continuano a mangiare gli animali. Per questo considero senza senso il paragone tra veganismo e religione. La nostra religione ed il veganismo sono due argomenti che definisco l’uno il contrario dell’altro, la compassione vegana da un lato e la non-compassione religiosa dall’altro.



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