Pro e contro vivisezione a confronto all’Rbm di Colleretto Giacosa

basta-vivisezioneLunedì 14 aprile 2014, finalmente, dopo più di 40 anni dall’insediamento di RBM, il gruppo No Rbm è riuscito ad ottenere un confronto pubblico al quale hanno partecipato i rappresentanti del gruppo NO RBM NO VIVISEZIONE, i Responsabili di RBM, il Dr. Giuliano Grignaschi dell’Istituto Mario Negri di Milano (pro test), il Dr. Massimo Tettamanti laureato in chimica con dottorato in chimica ambientale, coordinatore nazionale del progetto ITALIA SENZA VIVISEZIONE e fondatore di I-CARE per una ricerca senza animali e la Dott.ssa Marta Piscitelli, veterinaria dell’Enea di Roma (pro test). Il Moderatore era Piero Bianucci, editorialista scientifico de La Stampa.

Per chi non lo sapesse, l’RBM è una società che esegue studi tossicologici per farmaci e altri prodotti chimici, nonché studi di sviluppo clinico e pre-clinico di nuovi farmaci. Si trova nel Bio-Industry Park di Colleretto Giacosa, in provincia di Torino.

Il sindaco Paola Gamba ha aperto l’incontro dicendo che è importante cogliere tutte le occasioni per affrontare discussioni che ci permettono di fare dei passi avanti, invitando ad ascoltare le ragioni degli altri. Ha aggiunto che le leggi possono essere cambiate. Ottimo inizio.

Ha passato la parola a Luigi Colombo, direttore dell’Rbm, che ha aperto il suo discorso dicendo che c’erano poche persone in sala e che questo significa che alla gente interessa poco l’argomento. Io credo invece che in pochi siano a conoscenza dell’esistenza di questo centro di sperimentazione. Neanche io, pur essendo di Ivrea, conoscevo quell’azienda fino a un po’ di tempo fa ed i media hanno accuratamente evitato di pubblicizzare questa tavola rotonda, malgrado, a prova della pubblicazione dell’evento, un noto giornalista sia intervenuto in veste di moderatore.

Poco dopo ha preso la parola Andrea Pedicini che ha fondato nel 2012 il gruppo “No RBM No Vivisezione“, ovviamente a favore di una sperimentazione senza l’utilizzo di animali. Ha iniziato il discorso manifestando la speranza per tutti di uscire dalla sala con un confronto che sia stato costruttivo ed ha invitato gli animalisti a mantenere la calma. Certo non è facile quando si è a favore della vita sentire opinioni a favore della tortura, ma ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a mantenere la calma.

bambino bianco-neroIl primo relatore a favore della vivisezione, ha detto che dei 20.000 mq occupati dai laboratori dell’Istituto Mario Negri, solo 3.000 vengono utilizzati per la sperimentazione in vivo. Ha parlato anche del fatto che oggi vengono usati anche alcuni parassiti del nostro organismo, perché hanno un sistema nervoso differente e poco sviluppato. Per me questo non significa che non soffrono, anche i topi hanno un sistema nervoso diverso dal nostro, anche i cani, anche i gatti ed anche le scimmie.

Usava frasi prive di morale, come: “Con la sperimentazione bisogna riempire il vuoto”. Come si fa a ragionare in termini di “riempire un vuoto”? Erano parole che trasmettevano fiducia ZERO e non lo dico perché, naturalmente, sono a favore della vita e contro il maltrattamento degli animali, ma perché ho imparato ad ascoltare non solo con le orecchie ma anche con la pancia e… ci sono persone che parlano solo con la bocca, altre invece (purtroppo ancora la minoranza) parlano dopo aver collegato il cervello al cuore.

Un’altra frase priva di morale è stata: “In Italia il 92% degli animali USATI sono roditori”. Non so se con tale affermazione voleva rincuorare le persone presenti in sala contrarie alla sperimentazione animale, ma senza dubbio a me non consola per niente una frase del genere, è come dire che i bambini che muoiono nel mondo sono per lo più neri.

Ha anche aggiunto che c’è una costante diminuzione nell’impiego di animali, che è quello che ci si aspetta dalla tecnologia. (Ogni tanto qualcosa di ottimistico giunge anche dalle bocche dei vivisettori).

Come prova a favore della vivisezione, ha parlato del Dr. Luigi Bogliolo che sperimentando il Thorotrast, un agente di contrasto al Torio già utilizzato sull’uomo, ne ha scoperto la tossicità causandone l’immediato ritiro dal mercato. Tutto questo grazie al fatto che i topi utilizzati, avendo un ciclo vitale di soli due anni, hanno sviluppato gli “effetti collaterali” in breve tempo. Ovviamente quei topi hanno sofferto e ne sono morti.

Bella prospettiva.

Come si fa a credere che qualcuno che fa del male a degli esseri sia interessato a fare del bene ad altri esseri?

Per me non sta in piedi il concetto che tentano di far passare. Se un’amica mi parla sempre male degli altri, sono certa che, in mia assenza, lo fa anche nei miei confronti. Un altro esempio per esprimere il mio pensiero? Se un pedofilo violenta i bambini degli altri di certo non mi fido a lasciargli mio figlio. Qualche esempio credo sia necessario per chi fa fatica a comprendere concetti davvero semplici, ma che scienziati senza etica rendono complessi per confonderci.

“Abbiamo ottenuto ciò GRAZIE ai topi”, ha detto. Bel modo di dire GRAZIE. Di solito non ringrazio qualcuno con le sevizie per poi ucciderlo, ma forse sono un extra terrestre capitata nel mondo sbagliato.

Massimo-TettamantiFinalmente è giunto il tempo assegnato al Dr. Massimo Tettamanti e la sala ha incominciato a prendere un po’ di luce. Ero stanca di sentire parlare di giustificazioni alla vivisezione, credo che tutti abbiamo bisogno anche di un po’ di etica, altrimenti per cosa viviamo?

Il Dr. Tettamanti non solo ha parlato dei metodi alternativi ma ha anche tentato di farci ragionare sulle solite assurde frasi di chi è a favore della sperimentazione animale, come questa: “Preferisci sacrificare un topo o un bambino?”.

Ha introdotto il discorso etico sottolineando che le coscienze stanno cambiando, per questo anche la normativa europea è cambiata, basta pensare al fatto che grazie alla richiesta da parte dei consumatori (in particolare delle consumatrici), oggi è proibito vendere in tutto il territorio comunitario prodotti cosmetici che siano stati sperimentati sugli animali.

La cosa interessante è che non si è limitato ad argomentare sulla solita domanda “Preferisci sacrificare un topo o un bambino?” ma ne ha aggiunte altre due molto interessanti. La prima è questa: “Se dovessi scegliere, salveresti un ricco o un povero?”. Quasi chiunque risponderebbe “entrambi hanno gli stessi diritti”. Si, perché qui si parla sempre della specie umana, il modello critico, come dice Tettamanti, è il modello uomo-animale. Impossibile negare che si tratta di un concetto specista, cioè che considera inferiore chi è differente da noi e l’animale lo è, ma lo è anche la persona di colore, eppure non vengono vivisezionati i neri.

In ogni caso la domanda più toccante è stata questa: “Se dovessi scegliere, salveresti un bambino bianco o un bambino nero?”. Questa sicuramente ha smosso qualche coscienza, proprio davanti a me un signore pro vivisezione ha mostrato pubblicamente il suo disappunto. Certo non possiamo paragonare un animale ad un bambino perché sono due esseri evidentemente molto diversi, ma questo non nega a nessuno dei due il diritto alla vita e alla libertà. E aggiungo che, proprio perché sono molto differenti, non esiste esperimento su un animale che possa davvero salvare la vita di un bambino. Noi animalisti vogliamo salvare entrambi! E vogliamo una ricerca davvero in grado di salvare un bambino nel caso fosse necessario, senza sacrificare la vita di un altro essere.

Ripeto:
Come si fa a credere che qualcuno che fa del male a degli esseri sia interessato a fare del bene ad altri esseri? Tettamanti ha spiegato che tutto quel che viene sperimentato sugli animali viene comunque sperimentato anche sull’uomo, quindi che senso ha? E ha spiegato che ci sono già i metodi alternativi, e più di uno.

stop-vivisezioneAd un tratto un uomo pro vivisezione è intervenuto dicendo con tono acceso: “Non facciamo a meno della sperimentazione animale perché non abbiamo le conoscenze dei metodi alternativi, quindi l’animale è ancora indispensabile”. Che triste sentir dire che è indispensabile maltrattare ed uccidere qualcuno, viviamo in una società che mostra ogni giorno atti di violenza, come si può non capire che la violenza sui più indifesi è immorale anche se viene commessa in un’azienda? Pur essendo contraria ad ogni tipo di violenza, considero quella praticata nei laboratori ancora più grave visto che fatta per motivi di business.

Tettamanti ha parlato di un approccio etico, di un cambio di stile di vita che possa cambiare la società, ha anche dichiarato pubblicamente di essere vegano. Il suo intervento è stato davvero grandioso, ammetto di essere di parte ma non lo dico per questo, seguivo il Dr. Tettamanti ancor prima di sapere che ha a cuore l’argomento animali. Ero rimasta colpita già da un suo video sul Jainismo (che vi invito a guardare, lo trovate qui). Credo siano le persone come lui che si occupano anche del tema etico quelle da seguire, se davvero ci preoccupiamo della salute e del futuro dei nostri figli.

Ho trovato invece l’intervento di Marta Piscitelli privo di energia, diceva cose banali che anche i non-animalisti con un po’ di buon senso conoscono, per esempio affermava di non approvare quelli che mettono il cappottino al cane e di essere contraria ai delfinari. Ho tentato più volte di intervenire ma non ne ho avuto la possibilità, avrei voluto chiederle se secondo lei c’è differenza tra mettere il cappottino ad un animale o vivisezionarlo. Io credo di si. Anch’io sono contraria a trattare gli animali come burattini ma credo ci sia una sofferenza maggiore nel subire sevizie piuttosto che nell’essere trattati come pupazzi. Il suo discorso confermava la sua incoerenza, se sei contraria al cappottino sui cani dovresti essere contraria anche alla vivisezione.

Lei stessa ha detto che i valori esistono e ci vengono insegnati ma la collettività ci porta a stravolgerli e l’amore spesso diventa un amore strumentale. Probabilmente parlava di se stessa perché non credo che tutti “amino” in modo strumentale. Ha detto anche che considerare l’animale un essere da proteggere è una novità, chissà se mentre lo diceva ci credeva pure.

Resta il fatto che una grande amante degli animali come si è definita fin da subito, non sarebbe lì a parlare della sua opinione favorevole alla vivisezione. Oltretutto si è dichiarata amante degli animali e poco dopo ha negato di averlo detto, l’impressione che mi ha dato è di avere una personalità completamente sfasata, ama gli animali però è a favore della vivisezione. Chi può ascoltare con fiducia ed interesse il discorso di una relatrice così incoerente?

Diverse persone del pubblico hanno dichiarato di trovare inutile il suo intervento. Per concludere, il primo e il terzo interlocutore li ho trovati privi di etica, di vibrazione. Ci sono persone che parlano solo con la bocca e c’è chi parla con il cuore perché crede (anzi sente) davvero, quello che sta dicendo.

Ripeto ancora:
Come si fa a credere che qualcuno che fa del male a degli esseri sia interessato a fare del bene ad altri esseri?

Per concludere, credo sia stato un incontro importante, è stato ammesso di non conoscere ancora l’argomento delle tecniche alternative ma è stato anche detto che si può cambiare. E Massimo Tettamanti ha le conoscenze necessarie per attivare il cambiamento.

Se sei arrivato, arrivata, a leggere fino a qui significa che ti interessa davvero l’argomento, e allora ti chiedo di fare ancora uno sforzo importantissimo, leggi questo articolo dell’Associazione svizzera per l’abolizione della vivisezione (Lugano).

Se vuoi guarda il video, dal nono minuto trovi il servizio.



6 pensieri su “Pro e contro vivisezione a confronto all’Rbm di Colleretto Giacosa

  1. Cena Lombardi Roberto Massimo

    RBM e la ricerca scientifica…
    Ho partecipato all’incontro presso il “Centro di ricerca scientifica” RBM di Colleretto Giacosa dove si pratica la vivisezione. In particolare in questi laboratori e stabulari si eseguono molti test di tossicità e quindi sono andato a leggere l’esito di qualcuna di queste sperimentazioni.
    Mi sono imbattuto in questa ricerca i cui risultati sono pubblici:
    http://www.fda.gov/ohrms/dockets/dockets/95s0316/rpt0050_02_appendix6.pdf

    e, conoscendo un po’ di Inglese, l’ho visionata e ne traduco i passi salienti.

    E’ stata somministrata la sostanza sotto test per 15 giorni a dei ratti per mezzo del “gavage”, termine francese che consiste nel prendere una siringa e riempirla di un liquido denso, quindi connettervi un tubo ed infilare tale tubo nella gola dell’animale, quindi ‘sparare’ il liquido direttamente nello stomaco (per intenderci, si tratta dello stesso metodo utilizzato con le oche per farne ammalare il fegato ed ottenere il Fois Gras, pratica che si vorrebbe vietare nell’Unione Europea).
    Al termine della ricerca si possono leggere i risultati, che traduco:
    “MORTALITA’ – Due degli animali trattati, il maschio n.8408 e la femmina n.8412, sono morti rispettivamente il giorno 11 ed il giorno 15 dello studio, per cause incidentali. Per entrambi gli animali la causa di morte è stata ipotizzata nell’erroneo ingozzamento del composto nella trachea, anche se la femmina è morta appena dopo l’anestesia con etere per effettuare il prelievo sanguigno eseguito nel giorno della uccisione finale. I polmoni mostravano una moderata scurezza (nel maschio) o adesioni e tonicità incrementata (nella femmina). Inoltre, un fluido rossiccio (simile al composto di test che era stato somministrato) è stato trovato nella cavità toracica di entrambi gli animali, suggerendo una rottura dell’esofago e/o della trachea durante le procedure di ingozzamento. Nessuna modifica relativa al composto somministrato è stata trovata in ciascuno dei due ratti.
    In conclusione, il composto somministrato ai ratti per via orale per 14 giorni alla massima dose amministrabile di 6g/Kg/giorno si è dimostrato ben tollerato e nessun cambiamento inaspettato è stato rilevato in nessuno degli animali trattati.”

    Facciamo ora l’analisi di ciò che è avvenuto:
    1) Gli animali sotto test sono stati ingozzati, una pratica pericolosa (per loro), dolorosa e angosciante, che ha provocato in alcuni la rottura dell’esofago. L’esofago è sottilissimo e le sue rotture sono difficilissime da cicatrizzare, per esempio una mia conoscente è rimasta sei (6) mesi in ospedale dove è stata nutrita con un tubo piantato direttamente nello stomaco, senza poter mangiare o bere nulla, sotto permanente copertura antibiotica. Infatti il cibo, che non è sterile, sarebbe passato nella cavità toracica provocando setticemia, vomito e tachicardia.
    2) La prova di tossicità non ha valore alcuno dal punto di vista scientifico dato che ogni specie reagisce diversamente a un dato composto. E’ sufficiente considerare la diossina che uccide la metà di chi la assume (Lethal Dose 50 – LD50), in modo clamorosamente diverso da una specie all’altra. “Il valore di LD50 della diossina varia selvaggiamente tra le specie con la più notevole differenza tra le speci estremamente simili del criceto e della cavia. Il valore di LD50 per via orale della cavia è di circa un microgrammo/Kg di peso corporeo mentre il LD50 orale per i criceti può arrivare a 5 milligrammi per Kg di peso corporeo, una differenza superiore a mille volte o più. Anche nella stessa specie, fra diverse razze di ratti ci possono essere differenze fino a mille volte.” Per fare un esempio, se applicassimo la dose del criceto ad un uomo di 70 chili, la dose letale sarebbe di 300 grammi (tre etti di diossina) mentre la dose mortale per l’uomo è quasi certamente dell’ordine dei milligrammi/Kg.

    Questa è la “ricerca” che si esegue in RBM e che viene pagata a volte con finanziamenti pubblici o comunque influisce sul costo finale dei farmaci.

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  2. LauraLaura Autore articolo

    Dimenticavo.. non so se hai letto l’articolo che ho linkato in fondo all’articolo. Dopo averlo letto, ieri notte non sono riuscita a dormire.

    Invece questo video forse non lo hai ancora visto, l’ho caricato su youtube poco fa, ci sei anche tu :-)

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  3. icynoseicynose

    Mi è sembrata una pantomima, creata per sedare gli animalisti, giustamente incazzati e procrastinare la fine di una pratica che, anche in sede di dibattito, è apparsa palesemente inutile, malgrado le circonvoluzioni fatte per dimostrare che la vivisezione è buona. In poche parole, son volate un sacco di balle…

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  4. cassandra1977

    Io ho trovato veramente esilerante l’intervento della veterinaria che ha totalmente glissato il suo ruolo e le sue funzioni e, in un estremo quanto disperato tentativo di difendere i modelli animali ,ha avuto l’ardire di dire che farmaci umani e veterinari sono assolutamente intercambiabili..Sarebbe una buona cosa mandare la registrazione delle sue parole al Ministero della Salute e all’Ordine dei medici Veterinari in modo tale che, se è vero ciò che lei ha pubblicamente affermato , si faccia una mutua unica cosi possiamo usare per i nostri animali i farmaci umani e noi, se c’è troppo da aspettare per qualsivoglia analisi, possiamo andare a farci visitare nelle cliniche veterinarie.. ah ah! ;-)

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