Rispettare gli altri non significa essere estremisti

Rispettare gli altri non significa essere estremistiNon significa essere estremisti spiegare alle persone che stanno mangiando con il rischio di ammalarsi, che stanno acquistando prodotti di aziende che finanziano la vivisezione e tanto meno spiegare l’ingiustizia esistente in ogni forma di sfruttamento e maltrattamento del prossimo. Tutti dovrebbero comprendere che rispettare gli altri non significa essere estremisti ma persone normali che non vogliono fare del male poiché credono nelle potenzialità umane, nei valori etici e nella giustizia, con la consapevolezza che l’intelligenza umana va usata non per dominare e sfruttare il prossimo, bensì per tutelarlo e proteggerlo.

Se dalla parte della vittima ci fosse “chi” considera il nostro un atteggiamento estremista oppure uno dei suoi figli, sicuramente non la penserebbe così, anzi sosterrebbe che è fondamentale occuparsi di chi soffre e senza aver fatto niente per meritarselo. Se interessarsi agli altri (specialmente i più indifesi) è estremismo, allora freghiamocene anche del sessismo e del razzismo e continuiamo a lasciare le cose così come sono, sicuramente è più semplice ma è da codardi, impossibile negarlo con tutte le informazioni sui disastri ambientali causati dall’alimentazione di prodotti animali, per non parlare della fame nel mondo che potrebbe cessare se tutti ci alimentassimo in modo cruelty-free.

Ognuno è libero di fare le proprie scelte solo quando non c’è di mezzo la sofferenza di qualcun altro, altrimenti non è libertà, è domino del più forte sul più debole, è disprezzo della vita altrui ed anche della propria.

Rispettare gli altri non significa essere estremisti, tutti dovrebbero comprenderlo, specialmente le persone che utilizzano certe frasi per giustificare la loro indifferenza nei confronti del dolore altrui, forse perché ancora inconsapevoli dell’esistenza di una legge fisica (legge di risonanza) che restituisce a noi tutto quello che seminiamo e alla quale nessuno può sfuggire.

Se nessuno avesse combattuto per eliminare la tratta dei neri, ancora oggi si vedrebbero dei neri passarci di fianco con delle catene al collo. Il tempo passa e al pari passo della tecnologia dovremmo evolvere anche nelle nostre scelte individuali, per il bene di tutti, animali compresi. Nutrirsi senza prodotti nati dalla sofferenza significa smettere di essere barbari ed incivili e riconoscere il diritto alla vita e alla felicità negli altri e in noi stessi.



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