Vegani felici e vegani contrari ai cambiamenti

Vegani felici e vegani contrari ai cambiamentiHo letto articoli di blogger vegani che non sono contenti del fatto che anche grandi aziende come la Granarolo inizino a commercializzare latte vegetale. Di fronte a tali notizie ci sono vegani felici e vegani contrari ai cambiamenti quando si tratta di aziende viste come carnefici affermate. Comprendo lo sdegno di alcuni, ma credo occorra sempre partire dall’inizio, e vedere macellai macellare meno animali è già un buon inizio. Anch’io vorrei che chiudessero immediatamente i macelli, vorrei che tutti diventassero vegani e che tutte le persone del mondo avessero acqua e cibo a sufficienza, ma so che questo non è possibile, non nell’immediato. Per questo voglio vedere come un successo ogni piccolo cambiamento.

Ogni giorno noi dell’Associazione Animal Vibe andiamo a trovare gestori e commercianti per proporre alternative vegan e se le cose stanno cambiando è grazie a noi e a tutte le richieste di chi ha scelto di vivere in modo più etico e colorato.

Anche se la mia preferenza va alle aziende davvero etiche e non quelle che commercializzano prodotti vegetali solo per interessi (continuando nel frattempo a produrre carne e derivati uccidendo animali), non sono propensa a lamentarmi di questi cambiamenti. Del resto siamo noi gli artefici del nostro futuro, siamo noi consumatori a delegare Granarolo, Cremonini e tutte le altre aziende produttrici di sofferenza, a sfruttare, violentare e uccidere gli animali. Smettiamo di acquistare quei prodotti pieni di veleni, antibiotici e dolore e sicuramente loro smetteranno di sterminare gli animali. Siamo noi che facciamo le ordinazioni, gli allevatori ed i macellai si limitano a prendere nota dell’ordine e ad usare la loro crudeltà per poter soddisfare le nostre richieste.

Vegani felici e vegani contrariNon tutti inoltre hanno la possibilità di recarsi nei negozietti biologici visti i prezzi alti dei prodotti. E se proprio vogliamo essere fiscali, nei negozi biologici ho visto carne, pesce, formaggio, latte, uova ed altri prodotti derivati dagli animali, che di “BIO” (parola che deriva da “BIOS”, cioè “VITA”, hanno poco. Quindi per coerenza non dovremmo nemmeno acquistare nei negozi biologici.

A dirla tutta qui nella mia zona non ho nemmeno trovato simpatia tra i commessi/gestori di negozi biologici e questo mi ha spinta ad andare cercare le alternative cruelty-free nei centri commerciali. Ho trovato grande apertura invece parlando con i direttori dei centri commerciali e delle farmacie che hanno mostrato interesse ad introdurre prodotti vegani che ovviamente non sono solo per vegani ma vanno bene per tutti quelli che tengono alla loro salute, al pianeta in cui vivono e che non vogliono far soffrire gli animali.



4 pensieri su “Vegani felici e vegani contrari ai cambiamenti

  1. Eldiau

    Ho letto anche io quell’articolo e sono pienamente d’accordo con te. Ogni passo nella giusta direzione per quanto piccolo rimane importante e sono ben contento della scelta di granarolo. Molti vegani assumono posizioni troppo integraliste e negative nei confronti del prossimo “non vegano” scordandosi che per la maggior parte anche loro sono stati onnivori prima dell’illuminazione, questo atteggiamendo rende antipatici ed e’ controproduttivo spingendo gli altri nella direzione opposta.

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  2. Claudio

    Salve,

    l’articolo e’ interessante e fondamentalmente dice cose vere ma e’ bene tenere presente anche quanto riportato in questo illuminante articolo di Veganzetta: http://www.veganzetta.org/a-forza-di-aperitivi-vegani-ci-siamo-bevuti-pure-il-cervello/

    Inoltre, non sono sicuro che iniziare a produrre latte vegetale sia direttamente attribuibile alla riduzione di produzione di latte vaccino ne che la diffusione della cultura vegan a livello aziendale possa in qualche modo portare all’uccisione di anche solo 1 animale in meno all’anno.
    Faccio presente che proprio di recente lessi un articolo in cui si parlava delle montagne di melanzane e zucchine usate come concime pur di non regalarle alla gente. Quelle melanzane erano un’offerta prodotta indipendentemente dalla domanda: la produzione non puo’ scendere. Cosa ci fa pensare che con la carne sia differente?

    Just my two cents,
    Claudio

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    1. LauraLaura Autore articolo

      Buonasera Claudio,
      leggo spesso Veganzetta ed è davvero illuminante. A volte però pare non tener conto del modo in cui vive la maggior parte delle persone. Anche a me piacerebbe che tutti avessimo il nostro orto e vivessimo dei nostri prodotti ma non è così purtroppo. Io stessa non ho un orto, non ancora almeno. La maggior parte della gente va al supermercato e molte delle persone con le quali parlo ogni giorno, dice che non ha tempo di cucinare. Per questo credo che se i prodotti nei supermercati iniziano a spingersi verso il vegetale (e non intendo l’insalata), i clienti si sentono più predisposti a fare un cambiamento.
      Insomma, se loro non vanno al biologico o in altri negozietti (che a dirla tutta di vita in realtà hanno poco), facciamo in modo che gli scaffali siano sempre più pieni di prodotti vegetali e buoni! Saranno più predisposti all’acquisto. E saranno meno animali massacrati.
      Credo sia più semplice portare al veganismo le persone se glielo si fa vedere come un passo semplice piuttosto che convincerli del fatto che l’alimentazione vegan sia solo per persone etiche al 100%, cosa purtroppo impossibile :-(
      Poi col tempo, si diventa sempre più riflessivi e più attenti fino a comprendere che la cosa migliore per chi è vegano sarebbe vivere immerso totalmente nella natura, cosa che, ripeto, credo sia ancora difficile per molti, me compresa.
      Buona serata e grazie del commento.

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