No ZAC, si Centro Gandhi ad Ivrea

No allo ZAC, si al Centro Gandhi di IvreaL’altro giorno ho visto un post su facebook dello ZAC di Ivrea, era l’immagine di un tagliere pieno di prodotti nati dal terrore e dalla sofferenza di animali che non hanno fatto niente per meritarsi tale trattamento. Gli stessi organizzatori definiscono lo ZAC un luogo sobrio, semplice ed accogliente. A me in realtà quel luogo non piace, è buio e rumoroso per via del passaggio dei treni. Ora mi piace ancora meno.

Purtroppo molte persone credono che fare del male agli altri sia lecito se va ad incrementare il portafogli, poi invocano l’aiuto degli angeli nei momenti di difficoltà. Per fortuna sempre più individui hanno compreso che non è più moralmente accettabile il massacro quotidiano degli animali, specialmente sapendo che ci sono moltissime ricette buone, senza crudeltà e meno impattanti sull’ambiente. Ammetto che ci sono rimasta male, dallo ZAC non me l’aspettavo, che tristezza. La buona notizia è che ci sono sempre più attività della zona che si stanno avvicinando alla scelta vegana e stanno introducendo prodotti più sani ed etici. Basti pensare che la sera precedente, sempre ad Ivrea, c’è stato un incontro in cui Silvia Faggian ha parlato delle molteplici conseguenze del veganismo sugli stili di vita delle persone e sulla società, con considerazioni sulla naturalità di questa scelta. Queste sono le iniziative che meritano e non le solite cose in cui non c’è niente da imparare e nessuno stimolo per crescere.

Io e un’altra persona abbiamo lasciato un commento al post in questione (quello pieno di salumi) e la persona che gestisce la pagina ha risposto, con leggerezza, che in effetti in quell’immagine c’erano troppi affettati e ammetteva che poteva dare fastidio ai vegani. Innanzitutto non è un problema di immagini, la cosa triste è il non voler ammettere che si tratta di realtà, di una terribile raltà in cui si trovano tantissimi animali destinati, a causa dell’indifferenza, a diventare fettine da offrire su un tagliere di legno.

Anche se non sono stata l’unica a commentare mostrando tristezza nella visione di quel post, lo stesso post continua ad essere replicato come se fosse normale esporre cadaveri di animali in vetrina. Potrei aspettarmelo da una macelleria mentre in questo modo, un centro che avrebbe dovuto essere innovativo dimostra di essere eticamente fermo.

Centro Gandhi di Ivrea veganismoTrovo sia offensivo anche per le associazioni che si occupano di animali con le quali il centro ZAC è in contatto. Ma io parlo per me, a me ha dato molto fastidio, specialmente l’insistenza nel voler promuovere un evento che lucra sul massacro degli animali.

Ma cosa si può fare quando ci si trova a confrontarsi con persone che preferiscono far finta di niente, per non ammettere che il dominio del forte sul più debole è un atteggiamento immorale ed è la radice della causa di ogni forma di violenza attuale?

Il mio augurio è che lo ZAC prenda coscienza ed inizi a promuovere attività e commercianti più inclini alla scelta non-violenta di sempre più individui. Incontro quasi ogni giorno persone nuove e forse lo ZAC non sa che molte non sono vegane ma sono vegetariane ed un post del genere non può che provocare disgusto e tristezza anche a loro. Questo atteggiamento allontanerà sempre di più le persone della zona (e ce ne sono più di quanto si creda!) che hanno eliminato per motivi etici la carne dal loro piatto.



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