Alimentazione vegana per motivi di salute

alimentazione veganaSe hai scelto un’alimentazione vegana per motivi di salute e degli animali non ti importa niente, credo sia difficile che tu riesca a mantenere questo tipo di alimentazione. Basterà un primo sgarro per ricadere nelle vecchie e insane abitudini. Come quando seguiamo una dieta e dopo la prima trasgressione il senso di colpa ci fa tornare indietro, trovandoci mille scuse per dire “ma chissenefrega”, del resto il mondo non lo faccio io. E invece si. Lo fa ogni singolo individuo con le proprie scelte.

Personalmente non ho ancora incontrato vegani che hanno scelto per motivi salutistici, anzi pensandoci bene sì, una coppia di commercianti decisamente benestanti ma, si sa, con i soldi si può comprare tutto tranne la salute. La donna aveva dei problemi di salute che ha risolto eliminando dai suoi piatti anche i derivati animali. Da allora lei è vegana ma solo perché teme di riammalarsi, mentre lui ha iniziato a trasgredire un po’ troppo spesso ed ultimamente non sta troppo bene e presto dovrà sottoporsi ad un delicatissimo intervento. Speriamo vada tutto bene e che riesca a trovare il tempo di prendersi cura di sé.

Capita a molti di essere sempre di corsa per lavoro e poi arriva il giorno in cui ci si accorge di non aver vissuto per niente. A volte trascuriamo le persone care dimenticando che prima o poi questa vita finirà e trascurando anche il valore della vita di tutti quegli animali che vengono uccisi per via delle nostre vite frenetiche che non ci permettono di prenderci qualche minuto in più per cucinare e per poter fare un pasto decente dal punto di vista salutistico e soprattutto etico. Ci ingozziamo di cibi morti e colmi di dolore, un dolore che non può essere lavato nemmeno con le sostanze impiegate per mantenere le carni chiare. I macellai infatti per rendere la carne appetibile agli occhi del cliente aggiungono additivi a base di anidride solforosa che mantengono il colore rosso vivo delle carni.

Prova ad osservare una carogna trovata per strada, la sua carne dopo poco diventa scura, puzzolente, putrefatta. Immagina la stessa carne dopo qualche ora, ora immaginala dopo qualche giorno. La mangeresti? Probabilmente no. E allora perché mangiare la carne di un animale morto da chissà quanto tempo, pensa al putrefame di un pezzo di cadavere, la puzza, il suo aspetto, non credo che sarebbe un bello spettacolo da vedere. Eppure è quello che chi mangia carne si trova nel piatto, l’unica differenza è che quella carne è stata schiarita chimicamente e resa apparentemente fresca e succulenta, quando nient’altro è che un pezzo di un corpo fatto di carne come noi, che sanguina se lo laceri o lo tagli, che apparteneva ad un animale che ha provato un fortissimo dolore nel momento in cui è stato ammazzato. Dolore, tristezza, rabbia, violenza, terrore, tutte energie che impregnano la carne che finisce nei piatti o nei panini. Per questo molte persone sono sofferenti sia fisicamente che nella psiche, tristi, rabbiose, piene di paure, molte profondamente depresse.



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