perchè Lota
Uno degli uomini che mi hanno insegnato molto, anche se solo attraverso la lettura dei suoi libri, è Osho. I suoi pensieri mi hanno fatto riflettere molto e come lui ho un’attrazione particolare per il fiore di Loto.
Darmi lo stesso nome del fiore di loto mi sembrava presuntuoso, visto che considero il loto un fiore “insuperabile” per la sua bellezza e per la sua particolarità. Volevo un nome che si distinguesse visto che credo molto nel fatto che siamo tutti diversi l’uno dall’altro e di conseguenza ognuno è speciale a modo suo. E siccome sono una femmina ho trasformato la vocale finale in una “a”, per questo ho scelto il nome Lota.
Per parlare del fiore di Loto cito un testo di Osho: “Esiste una legge cosmica che dice: “solo dal fango può nascere il fiore di loto”. I politici, i preti di tutte le religioni (sento di dover aggiungere “non tutti”), i governi e le burocrazie hanno già creato fango a sufficienza, ora noi dobbiamo creare i fiori di loto. Non devi annegare nel loro fango, ma gettare semi per i fiori di loto.
Il seme del fiore di loto è miracoloso: trasforma il fango nel fiore più bello che esista. In Oriente questo fiore è quasi venerato, per due ragioni. Una è che sorge dal fango, perchè Dio ha creato gli esseri umani dal fango, ma sussiste la possibilità di far crescere un fiore di loto. E’ un fiore maestoso e schiude i suoi petali solo quando sorge il sole, gli uccelli cominciano a cantare e tutto il cielo prende colore. Con la discesa dell’oscurità e il tramonto del sole, torna a chiudere i suoi petali. E’ un amante della luce. La seconda ragione è che i suoi petali ed anche le sue foglie sono così vellutati che di notte le gocce di rugiada si raccolgono su di essi. All’alba, quelle gocce brillano quasi come perle.. anzi sono molto più belle, perchè creano arcobaleni intorno a sé. Ma la cosa più meravigliosa è che, anche se stanno sui petali e sulle foglie, quelle gocce non li toccano; basta un alito di vento e cadono nell’acqua, senza lasciare tracce.
In Oriente il fiore di loto è diventato un simbolo, perchè l’oriente sostiene che devi vivere nel mondo senza fartene toccare. Devi restare nel mondo, ma il mondo non deve restare in te. Devi attraversare il mondo senza che in te rimangano tracce, orme o graffi. Se nel momento della morte puoi dire che la tua consapevolezza è pura e innocente come lo era alla nascita, la tua vita è stata religiosa, spirituale. Per questo il fiore di loto è diventato un simbolo dello stile di vita spirituale: nasce dal fango, eppure non ne viene toccato. E’ un simbolo della trasformazione. Il fango si trasforma nel fiore più meraviglioso e fragrante che il mondo conosca.
Gautama il Buddha era così innamorato del fiore di loto che ideò l’espressione “il paradiso di loto”. Grazie alla nostra profonda meditazione e gratitudine per l’esistenza, è possibile che questa Terra possa preservarsi e continuare a produrre più consapevolezza e più fiori; può trasformarsi in un paradiso di loto. [Osho]
Come la rosa per l’occidente, il loto è significativo e importante fra i simboli floreali, ricco di significati ed allusioni. Per gli antichi egizi era il primo fra i fiori e si diceva che la prima divinità del pantheon (tempio di tutti gli dei) fosse nata proprio da lì. Nella tradizione indù il loto che sboccia rappresenta un simbolo spirituale ed artistico. Nel tatuaggio il fiore di loto viene spesso accostato al simbolo dell’Om, il mantra per eccellenza, il simbolo di vita ed infinita energia.
Laura Lota
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