I vegani a volte fanno paura

i vegani fanno pauraQualche giorno fa è venuto un rappresentante della eismann per lasciarci un catalogo da guardare. Mio padre ha aperto la porta e .. quando gli ha detto “mia figlia è vegana“, lui ha risposto “Ma dai è straniera?” :-D

Anche se è triste sapere che ancora il termine vegan non sia conosciuto da qualche rappresentante di prodotti alimentari, non ho potuto fare a meno di sorridere. C’è tanto lavoro da fare, la televisione inizia solo ora a parlare di qualche ricetta vegana o di argomenti legati al veganismo.

Quando mi sono incamminata verso la cucina l’ho salutato e gli ho confermato di essere vegana, lui a quel punto mi ha detto “Beh ma da cristiana qualcosa mangerà pure?” Gli ho risposto “Certo, mangio tutti gli alimenti che non richiedono la sofferenza degli animali e lo faccio da circa tre anni“.

In uno dei prodotti che mi ha mostrato ho letto tra gli ingredienti la “spelta”, gli ho chiesto cosa fosse e lui mi ha detto che per quel che ne sapeva è una verdura, allora ho fatto una corsa su google e ho scoperto che è un  tipo di farro grande ed è un cereale molto antico che contiene un’elevata quantità di fibre e di glutine.

Quando sono tornata e gli ho spiegato gentilmente cos’è la spelta, era un po’ impacciato, poi mentre continuavamo a sfogliare il catalogo, di fronte alle foto di prodotti con il formaggio gli ho accennato che per la sua produzione i vitellini e le mucche vengono uccisi, per questo non lo mangio.

Alcuni prodotti del catalogo parevano vegetali al 100% ma sul fascicolo non erano presenti tutti gli ingredienti, allora gli ho detto che se fosse tornato con gli ingredienti dei vari prodotti avrei comprato qualcosa se privo di ingredienti di origine animale.

Il fatto che poco dopo se ne sia andato di fretta dicendo che sarebbe tornato la mattina seguente, mi fa pensare di averlo un po’ spiazzato. Ho avuto la sensazione di averlo spaventato con il mio discorso sul veganismo. Non era mia intenzione e probabilmente non è fuggito per causa mia ma per l’imbarazzo di non essere abbastanza informato sui prodotti che proponeva.

i veganiSia ben chiaro, noi vegani non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, tutti abbiamo da imparare da tutti e anch’io ho imparato qualcosa quella mattina, leggi tutto l’articolo e capirai a cosa mi riferisco. Il fatto è che noi vegani vogliamo sapere cosa c’è dentro al cibo e non solo, di solito chi fa la scelta vegan diventa per natura più curioso anche sul “come” il cibo è prodotto ed anche “quando” e “dove”. Non era quindi mia intenzione metterlo in difficoltà, anzi di solito siamo noi vegani ad essere in difficoltà visto che abbiamo scelto per motivi etici di non essere più complici della sofferenza degli animali e continuiamo a sentirci proporre prodotti crudeli che a me personalmente fanno venire pure il voltastomaco. Se continuiamo a stare zitti le cose non cambieranno mai! Gli ho persino detto che gli avrei fatto pubblicità, ovviamente se i prodotti che avrei poi assaggiato fossero stati buoni.

L’importante è che qualche seme l’ho lanciato e oltretutto ho imparato qualcosa anche io, la prossima volta che un rappresentante di generi alimentari mi dirà “Beh ma è cristiana, qualcosa dovrà pur mangiare“, gli risponderò così: “Proprio perché sono cristiana, non faccio agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me” e magari gli lascerò un biglietto da visita con il link alle ricette vegane del blog.

Il giorno successivo è tornato ma senza portare l’elenco degli ingredienti, la figlia vegana (io) che fa tante domande fortunatamente (per lui) non c’era, così i miei genitori hanno ordinato degli hamburger vegetali e una focaccia rustica. Quando il camion è arrivato a consegnare i prodotti è stata una grande delusione, purtroppo negli hamburger c’era l’uovo, nella focaccia invece non c’erano né uova né latte, però… c’era il miele! Pazzesco.

Mio padre non è ancora totalmente vegano e a volte mangia i primi biscotti che gli capitano al supermercato, quindi per lui non è un problema mangiare alimenti con latte, uova e miele, ma per me è stata una grande delusione. Non capisco perché le aziende non si informano un po’ di più, non credo che il miele sia indispensabile in una focaccia e se avessero le informazioni necessarie smetterebbero di aggiungere tali ingredienti inutili e così riuscirebbero a vendere anche a chi ha smesso di essere complice dello sfruttamento e della violenza sugli animali.

Tornando all’atteggiamento del venditore, non avrei voluto metterlo in difficoltà o spaventarlo, volevo semplicemente sapere cosa c’era nei prodotti che mi stava proponendo e l’unico modo per scoprirlo è il dialogo. Del resto essere vegani significa essere attenti a non far del male al prossimo, quindi non si dovrebbe avere paura di un vegano, personalmente mi fa paura chi non lo è perché significa che non ha la capacità di mettersi nei panni degli altri e potenzialmente è disposto a calpestare il prossimo per un proprio tornaconto.

L’immagine in alto è di Vegan Chronicles, una web series comica che affronta il tema della scelta vegana e ironizza sui luoghi comuni offrendo molti  spunti di riflessione. 



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